Progetto In.Clu.Si

Inclusione è ciò che avviene quando “ognuno sente di essere apprezzato e che la sua partecipazione è gradita”, per citare l’efficace definizione degli studiosi Sebba ed Ainscow.


Cos’è In.Clu.Si?

Nell’ambito del progetto “In.Clu.Si.”, il centro di Solidarietà della CDO Liguria e la cooperativa Jobandservice propongono attività professionali e socio educative rivolte ai detenuti presenti nella Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

Il coinvolgimento dell’istituto di pena e del mondo del lavoro e della produzione si prefigge l’integrazione e l’inclusione lavorativa dei detenuti.


Le azioni previste dal progetto:

  • adeguare, integrare, valorizzare, diffondere
  • adeguare percorsi e modelli d’intervento ad un mercato del lavoro in continuo divenire;
  • integrare l’area trattamentale del carcere e la formazione professionale attraverso l’utilizzo e la messa in rete di strumenti, saperi, mission e professionalità;
  • diffondere la conoscenza nei soggetti istituzionali delle strategie e delle best practice a favore degli inserimenti socio­lavorativi, al fine di consolidare una programmazione strutturata degli interventi;
  • stimolare alla cultura della solidarietà ed alla cultura del lavoro: il rispetto degli orari e dei colleghi, la cura e l’attenzione alle lavorazioni, gli impegni presi a fronte di commesse, la qualità dell’output prodotto e le date di consegna;
  • valorizzare l’acquisizione delle competenze e misurare le abilità investite all’esercizio del lavoro.


Quale obiettivo?

L’obiettivo non è solo la definitiva rimozione di comportamenti ed atteggiamenti devianti specie nei più giovani, ma è facilitare quel processo virtuoso tale da riacquisire la capacità di riconoscere e scegliere un percorso positivo da uno all’opposto.

La prospettiva offerta dalla creazione di professionalità ed occupazione è ciò che consente ai detenuti di esprimere la propria indole creatrice e manifestare le proprie predisposizioni, finalizzandole all’inclusione socio­lavorativa delle persone in uscita.

L’obiettivo è dunque duplice: da una parte con l’attività lavorativa si acquisiscono nuove competenze spendibili nel mercato del lavoro una volta fuoriusciti dal circuito penale; dall’altra la riattivazione di capacità implica l’aumentata consapevolezza delle proprie potenzialità.


L’idea

Nasce così l’idea di realizzare presso la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo un ufficio decentrato della nostra cooperativa Jobandservice; in un primo momento verranno coinvolti quattro uomini detenuti mentre nel prossimo autunno 2014 ne verrà aggiunto un quinto.

Essi verranno formati all’utilizzo degli strumenti informatici e delle piattaforme software necessarie grazie ai docenti del centro di Solidarietà della CDO Liguria e della nostra cooperativa Jobandservice che li accompagneranno al lavoro.

Saranno dunque beneficiari di un percorso di inserimento lavorativo grazie all’attivazione di work experiences.


Qual’è il lavoro?

Il lavoro consiste nell’inserimento di dati finalizzato alla dematerializzazione di documenti amministrativi.

I documenti vengono così catalogati, scansionati, indi registrati mediante la creazione di un archivio digitale.

L’esecuzione di questo primo ed indispensabile set di processi, consentirà in un successivo momento l’avvio dell’effettivo processo di archiviazione sostitutiva fino a consentire in ultimo l’eliminazione del supporto cartaceo.


Quali risultati ci aspettiamo?

Il progetto In.Clu.Si. che mette in match di risorse e potenzialità presenti sul territorio (privato, sociale, istituzione ...), segna all’attivo:

  • un lavoro psicologico complesso e delicato centrato sulla “cura del sé” del soggetto;
  • avviamento di percorsi di ri­socializzazione e reinserimento del detenuto nella vita sociale e lavorativa;
  • rafforzamento di partecipazione e cittadinanza attiva;
  • pratiche sociali a difesa della sicurezza della collettività;
  • coinvolgimento del mondo dell’imprenditoria anche attraverso momenti di “pubblicizzazione e diffusione” previsti;
  • lancio di un gruppo di lavoro permanente con sviluppo di una “rete di attori” sul territorio per temi specifici;
  • azioni formative posizionate su predisposizioni e/o competenze preesistenti, mirate all’aumento di opportunità professionali e d’inserimento;
  • la cura ed il sostegno delle imprese;


Il lavoro vince sulla recidiva.

La recidiva o ricaduta in ordine al codice penale è una circostanza aggravante che comporta un aumento della pena per chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro. La percentuale di recidive per i detenuti che in carcere non svolgono alcuna attività lavorativa vera è fortissima. Senza contare che il costo complessivo di ogni detenuto si aggira intorno ai 200 euro al giorno, si comprende quanto sia importante in termini economici, di sicurezza sociale e di recupero delle persone, lavorare per contrastare la recidiva. Tra i detenuti che invece seguono invece percorsi di inserimento lavorativo attraverso cooperative sociali e imprese, la recidiva scende considerevolmente quando gli stessi percorsi cominciano all’interno del carcere e proseguono all’esterno in misura alternativa o nelle forme previste dall’art. 21 dell’ordinamento penitenziario (http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_8_7.wp)

Noi siamo convinti che con un lavoro vero, ricominciare è possibile.